Ponte-Musmeci-Potenza-Basilicata

Il Ponte Musmeci fu una delle realizzazioni ingegneristiche ed architettoniche che Sergio Musmeci realizzò nella sua città natale, Potenza.

 

Tecnicamente il ponte congiunge l’ uscita dell’ autostrada con la zona sud della città, varcando: il fiume Basento, la ferrovia e due strade principali quali viale del Basento e viale Marconi.

La sua progettazione iniziò nel 1967 e solo nel 1971 iniziarono i lavori al ponte fino al 1976, data di ultimazione.

Sergio Musmeci concretizzò con il progetto del Ponte le teorie del minimo strutturale.

“Bisognava arrivare a delineare con una formula matematica una sola soluzione di natura statica per avere la certezza del migliore impiego, cioè il minimo peso, di una data struttura.”

 

 

Come si evince dalle foto il Ponte è una struttura complessa e a prima vista dalle forme fluide e insolite. E’ una vera e propria opera d’ arte infrastrutturale più notevoli del XX secolo, anticipatore della contemporaneità.

 

  • Le caratteristiche del Ponte Musmeci

Il Ponte è costituito da un’ unica membrana in cemento armato dallo spessore di 30 cm che formano 4 arcate continue. Questa lastra di cemento viene sia tirata che deformata creando delle specie di dita che sorreggono la carreggiata stradale. La continuità dell’ impalcato è interrotta da giunti con appoggio a seggiola allo scopo di assorbire le deformazioni di origine termica; si formano così delle travi semplicemente appoggiate, sostenute da mensole appartenenti a travi continue su 4 appoggi. 

 

  • Quali le esigenze

Il Ponte Musmeci nacque dall’ esigenza di sostenere la viabilità cittadina sempre più in crescita e bisognosa di altre strade percorribili. Il Consorzio per lo Sviluppo Industriale, sotto la presidenza del commendator Gino Viggiani, si fece dunque promotore della costruzione di un ponte in grado di connettere tra loro il nucleo urbano di Potenza e la nuova superstrada Basentana, la S.S. 407 allora in fase di costruzione.

Il viadotto, così venne inizialmente definito il Ponte Musmeci, avrebbe inoltre potenziato l’ accessibilità all’ area industriale che negli anni ’60 si stava sviluppando lungo il fiume Basento, superando in altezza i disagi e i rallentamenti al traffico causati dalla presenza della ferrovia e del passaggio a livello. Si trattava anche di intervenire sul territorio dando risalto ad uno degli accessi alla città, incidendo sulla qualità dell’ambiente urbano e adottando per la struttura del viadotto una soluzione nuova, senza precedenti in Italia e all’ estero, una struttura importante non solo sotto il profilo funzionale, ma significativo dal punto di vista architettonico e strutturale.

 

  • La realizzazione del Ponte

L’ appalto dei lavori fu affidato nel 1970 all’ impresa Edilstrade Forlì-Castrocaro, la realizzazione del Ponte Musmeci richiese molto tempo poiché l’ opera si basata su una ricerca sperimentale di Sergio Musmeci e su un cantiere che non presentava i parametri standard dell’edilizia del tempo. Suscitò molte discussioni e non pochi furono gli impedimenti che, a livello locale, ostacolarono la sua realizzazione.

Il ponte è stato costruito direttamente con gettate di calcestruzzo, quindi realizzato sul posto e sperimentando forme e lavorazioni insolite per l’ edilizia ma tipiche di un cantiere navale. Le fondazioni furono eseguite su pali di un metro di diametro. Le spalle poggiano su 15 pali di un metro di diametro, integrati da 144 paletti in acciaio.

La volta venne costruita cominciando dalle parti situate direttamente sulle fondazioni; successivamente furono eseguite le singole campate con reimpiego dei casseri. Per la costruzione furono impiegati normali casseri in legname sostenuti da banchinaggi in tubolare. In cantiere fu realizzato un grande tavolato sul quale furono riportate le sezioni della volta per consentire la preparazione delle centinature.

Il progetto originario prevedeva la realizzazione di un percorso pedonale di collegamento tra le due volte del Basento, da svilupparsi sulla volta sinusoidale al di sotto dell’impalcato, una passeggiata pedonale a saliscendi sul dorso della membrana che avrebbe aperto prospettive sempre nuovi fra i profili curvi ritagliati nel guscio. Tali opere, però, non sono state realizzate e, nell’area sottostante al ponte e in tutta la zona circostante, sono sorte opere edilizie ed infrastrutturali diversificate e poco qualificate.

 La costruzione del ponte iniziata nel 1971 si concluse ufficialmente con la prova di carico effettuata il 22 maggio 1975, anno in cui il ponte fu aperto al transito. Per la chiusura burocratica si giunse invece al 25 settembre 1981 con la presentazione della relazione di collaudo statico. L’opera costò all’epoca la somma complessiva di 920 milioni di lire, contro gli iniziali 490 milioni, a causa delle elevate difficoltà tecniche dovute alla complessità delle strutture.

 

 

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